Vent’anni fa Refe è nata da una scelta coraggiosa.
E da una domanda che continuo a portare con me: come possono istituzioni e imprese, insieme, aumentare efficacia e credibilità e contribuire alla definizione di un nuovo modello di sviluppo?
Nel 2006 la sostenibilità non era ancora una parola di uso comune. Per me, però, era già una direzione. Un modo di lavorare fatto prima di tutto di ascolto, consapevolezza, relazione, tempo dedicato a comprendere le persone e le organizzazioni, prima ancora dei numeri e dei modelli.
Refe è cresciuta così. Passo dopo passo.
Si è strutturata, ha ampliato competenze, strumenti e linguaggi. Ma non ha mai rinunciato a ciò che per me era essenziale. La qualità del lavoro su misura, l’attenzione ai dettagli, la cura delle relazioni.
Oggi Refe compie vent’anni.
E sento che questo tempo non rappresenta solo un traguardo, ma una responsabilità.
La responsabilità di verificare, ogni volta, l’allineamento tra ciò che siamo, ciò che facciamo e il cambiamento che generiamo nei diversi contesti.
È da qui che nasce il nostro nuovo volto.
Non come scelta estetica, ma come espressione visibile di un’evoluzione profonda, condivisa, consapevole. Un segno che racconta chi siamo diventati, senza perdere il legame con ciò da cui siamo partiti.
In questi vent’anni ho avuto il privilegio di incontrare persone, imprese, istituzioni che hanno scelto di crescere insieme a noi. A questa comunità sento di dover dire grazie. Per la fiducia, per il confronto, per il cammino fatto insieme.
Guardando avanti, scelgo di portare con me lo stesso spirito delle origini. Fiducia, curiosità, metodo e partecipazione. Con la consapevolezza che rendersi conto viene sempre prima di rendere conto, anche quando si parla di sé.
Buon compleanno Refe.